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lacanas maschereLa società editoriale Domus de Janas è nata nel 2000 e si occupa di produzioni librarie e giornalistiche sui temi privilegiati dell’identità e della lingua della Sardegna.

 

Il suo direttore editoriale è il professor Paolo Pillonca, giornalista e scrittore tra i massimi esperti di lingua sarda e poesia improvvisata in sardo. (visita il sito)

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Gruppi Folk

Gruppo Folk Gocille - Bottidda

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DESCRIZIONE DEL PAESE DI BOTTIDDA Bottidda è situato ai piedi del Monte Rasu e a ridosso del Colle "Sa Corona", il cui nome deriva da un nuraghe situato sulla sua sommità, dove offre al visitatore una vista particolarmente suggestiva, per la presenza a ovest dell'imponente rocca granitica su cui si erge maestoso il Castello del Goceano. Il nome Bottidda deriva dall'antica denominazione del villaggio, che in origine si chiamava Gocille, da Gocille si sarebbe passati a Gotille, Botille, Botilla, Botidda, fino all'odierno Bottidda. Molto suggestiva è l'area di Monte Rasu, non solo per le bellezze naturalistiche, ma anche per il convento francescano che vi sorge, il primo sorto nell'isola; secondo la tradizione, sarebbe stato fondato intorno al 1220 da Giovanni Parenti, discepolo di Francesco d'Assisi. Non sono invece rimaste tracce dell'altro convento francescano, costruito intorno al 1645 accanto alla chiesa di S. Maria degli Angeli, più nota come chiesa di Sant’Antonio, la chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Rosario(1860), e solo qualche esempio della tipica abitazione locale. Favorito dalla sua posizione, il centro si è sviluppato negli ultimi anni, arricchendosi di belle costruzioni che rompono con la tipologia abitativa classica dei paesi del Goceano. Numerose e ben curate le piazze, con molto verde attorno e, alcune di esse, abbellite da murales.

Il Gruppo Folk “Gocille” nasce nel Giugno del 2014 per volontà di alcuni giovani di Bottidda, determinati, dopo lo scioglimento del vecchio gruppo folk del paese, a continuare la diffusione dei balli della tradizione tipici di Bottidda. Nel gennaio del 2015 i componenti si costituiscono in Associazione Culturale “Gruppo Folk Gocille” con atto registrato presso l’Agenzia delle Entrate di Ozieri. Gocille è l’antico nome di Bottidda, nome quasi sicuramente di origine fenicia composto dal prefisso “Goc” che assumeva il duplice significato di “carbone” o “nebbia” e dal suffisso “ille” che significa paese. Pertanto alcuni studiosi ritengono che , vista la collocazione di Bottidda, il cui territorio ricade per lo più in una zona montana ricca di foreste di leccio, querce e sugherete in cui in antichità si produceva legna e carbone, il significato più veritiero possa essere “Paese del carbone”. Il Gruppo indossa l’abito tradizionale tipico di Bottidda, caratteristico di tutti i paesi tipici di quella zona del Goceano chiamata “Sa Costera”.

Descrizione copricapo del costume tradizionale di Bottidda Il tipico costume costerino è caratterizzato non solo dai bellissimi colori dati dai ricami o dalle pitture presenti nei vari pezzi che lo compongono, ma principalmente è conosciuto per il particolarissimo copricapo.La "vestizione" del copricapo prende il nome di "LIADURA". Sa liadura è fatta da persone addette, che hanno imparato questa sorta di arte col tempo oppure che gli è stata insegnata da persone anziane. Essa presenta vari passaggi; il primo consiste in una acconciatura elaborata che parte con la divisione dei capelli in una marcata riga semi laterale, successivamente si prendono due ciocche consistenti di capelli (una per lato) che vengono girate su se stesse e fissate con della fettuccia cosi da formare i cosiddetti "CUCCALES" o "CUCCOS". La terza ciocca rimanente è quella del lato posteriore della testa, questa verrà raccolta e bloccata da dei ferma capelli. Questa particolare acconciatura verrà coperta da un pezzo di cotone ritagliato e cucito a forma di triangolo che in sardo è detto "MUCCADORE 'E FUNDU". La particolare acconciatura data da "SOS CUCCALES" viene coperta e tenuta ferma da un fazzoletto di forma triangolare bianco in cotone legato nella parte posteriore della testa. La forma di questo piccolo fazzoletto gli da il nome in italiano (triangolo) mentre in sardo viene chiamato "MUCCADORE 'E FUNDU", appunto perché sta sotto gli altri "strati" della liadura.Il secondo "strato" della liadura è dato da "SU MUCCADORE" (in italiano "fazzoletto"). "Su muccadore" è di forma quadrata, in generale può essere di seta o misto seta. Si posiziona sopra "su muccadore 'e fundu" piegato a triangolo, i lembi laterali vengono arrotolati e fatti passare sotto il mento, successivamente vengono legati stretti nella parte posteriore della testa. L'unica parte che si vede del fazzoletto a liadura finita è il lato posteriore abbellito da ricami. "SU MUCCADORE" può avere due varianti di colore: la variante bianca e la variante nera. Per il vestito di allegria si usa "su muccadore" bianco abbellito dal pizzo. Invece "su muccadore"nero si usa per il vestito di lutto e mezzo lutto. Per il vestito di lutto il fazzoletto avrà un semplice pizzo nero, invece per il vestito di mezzo lutto può avere o il pizzo nero o un ricamo dai colori tenui oppure una pittura sempre dai colori tenui.Il terzo e ultimo "strato" della liadura è dato dalla "TIAZZOLA". La "TIAZZOLA" è una sorta di benda di forma rettangolare che viene posizionata abilmente sopra "su muccadore" e bloccata con degli spilli dalla testa larga in modo da dargli la forma più tonda possibile. Essa può avere due varianti: quella nera (usata per il costume di lutto o mezzo lutto) e quella bianca (usata per il costume di allegria). A seconda del colore cambia il materiale che la compone; infatti la tiazzola bianca è in cotone ed è abbellita dal pizzo posto nell'angolo a vista dietro il capo. Inoltre viene accuratamente inamidata per far si che tenga la forma tondeggiante attorno alla testa della donna che la indossa.La tiazzola nera invece è in tela e non presenta nessun ricamo ad angolo. Essa non viene inamidata perché presenta un sottile ferretto cucito sul bordo anteriore che le permette di assumere la tipica forma tonda.L'ultimo passaggio della liadura è l'abbellimento del capo con delle spille d'oro. Esse vengono posizionate ad altezza de "sos cuccales" (quindi una per lato) e le altre sono poste sulla parte superiore del capo.Il numero delle spille può variare da un minimo di tre a un massimo di cinque, fatta eccezione per il costume di lutto intero che non presenta nessuna spilla nel capo.

Liadura del costume da lutto o mezzolutto... Quello di lutto è quello senza spille in testa

Descrizioni e particolari del costume tradizionale di Bottidda Il tipico costume costerino è caratterizzato dai bellissimi colori dati dai ricami e dalle pitture presenti nei vari pezzi che lo compongono.

IL COSTUME TRADIZIONALE FEMMINILE E' COMPOSTO DALLE SEGUENTI PARTI:

SA CAMISOLA: è una sorta di cannotiera bianca che riduce lo scollo della camicia e presenta un ricamo in pizzo sul petto.

SU KANSIU "sottogonna": è ampio e lungo ed è abbellito dal pizzo nella parte inferiore.

SA CAMISA "camicia": bianca in cotone, con scollo, petto e polsini finemente ricamati e arricchiti da pizzi applicati. Viene inamidata e stirata a pieghettine sul petto, mentre l'ampiezza del tessuto è ridotta ai polsi e nella scollatura con una plissettatura "su bastonette". Composta da due parti simmetriche allacciate sulla schiena con fettuccia, è chiusa sul davanti da bottoni in filigrana d'oro. Il particolare colore bianco-azzurrino si ottiene immergendo la camicia in acqua e indaco.

SU CORITTU "giacchino": fa parte dei pezzi che compongono la parte superiore del costume di Bottidda; è in orbace o panno che copre interamente la schiena fino a scendere nelle braccia della donna. Su corittu è composto da orbace o panno nella parte posteriore, il velluto invece riveste la parte delle maniche; inoltre il tocco di colore è dato da "SAS FETTAS", ossia strisce di raso dai motivi floreali ricamati o dipinti a mano che rivestono i bordi delle maniche e delle spalle. Vi sono varianti di colore in base alla tipologia di costume; il costume di ALLEGRIA ha su corittu di colore rosso con sas fettas dipinte o ricamate con motivi floreali colorati, al contrario il costume di LUTTO presenta su corittu di colore nero, per il costume di lutto intero sas fettas sono di colore rigorosamente nero con ricami neri, per il costume di MEZZO LUTTO sas fettas possono presentare ricami o pitture floreali dai colori tenui. Le maniche de su corittu presentano due grandi aperture: una dall'ascella fino a metà braccio rimane aperta in modo che fuoriesca l'ampia manica della camicia femminile, l'altra apertura è esterna e va dal gomito fino al polso, questa apertura è chiusa da una serie di bottoni. I bottoni rigorosamente in argento sono 8 per avambraccio e compongono "SA UTTONERA" Sa uttonera è fermata nell'avambraccio da fettucce che coprono la camicia e ogni singolo bottone invece è inserito nelle grandi asole presenti nella parte finale della manica de su corittu. S'IMBUSTU "bustino": viene indossato sopra su corittu. Esso è formato da due parti simmetriche cucite tra di loro sulla schiena, è molto rigido perchè è formato da stecche di giunco, presenta anche due bretelle che lo reggono sulle spalle della donna. S'imbustu è rivestito da stoffa di seta raso o velluto ulteriormente arricchito e abbellito da ricami o da pitture dai motivi floreali, inoltre viene allacciato sotto il seno della donna mediante un nastro che cinge e stringe la camicia bloccandola.

Vi sono varianti di imbustu in base alle diverse tipologie di costume; infatti il costume di ALLEGRIA presenta un'imbustu colorato e molto ricco di ricami o pitture dai colori intensi. S'imbustu del costume di LUTTO è interamente nero per il costume di lutto intero, invece per quello di MEZZO LUTTO è nero con ricami o pitture floreali dai colori tenui. SA MUNNEDDA "gonna": si presenta in panno nero, è lunga sino alla caviglia e molto ampia. La particolarita' della gonna è data dalla particolare arricciatura che ne diminuisce l'ampiezza; una prima arricciatura 'sa dente', molto stretta, è quella della parte superiore della gonna, da la rigidita' alla gonna. In antichita' l'altezza de 'sa dente' faceva capire se la donna era di famiglia benestante o meno, infatti più alta era sa dente più era ricca la famiglia. Alla parte rigida della gonna si contrappone la parte inferiore che al contrario è molto più morbida. Nella parte inferiore sono presenti le numerose pieghe che compongono la gonna. La parte inferiore della gonna varia a seconda della tipologia di costume; infatti nel costume di Allegria parte delle pieghe è rivestita da stoffa come velluto, raso, damascato, broccato di colore rosso bordeaux o viola. Nel costume di LUTTO invece le pieghe sono rivestite con stoffa di colore nero. La parte superiore della gonna è composta invece da 'sa chintula' ossia una striscia di velluto nero ricamato a mano con motivi floreali. Nel costume di allegria i colori dei fiori sono dai colori accesi, nel costume di MEZZO LUTTO i colori si presentano molto più tenui, invece nel LUTTO intero il ricamo è nero su nero. SA FARDITTA "grembiule": ricopre la parte anteriore della gonna, è legato in vita nella parte posteriore della gonna mediante un lungo filo di raso che legato va a formare un fiocco. E' composto di seta o raso, la sua ampiezza è ridotta dalla plissettatura a nido d'ape presente nella parte superiore, nella parte inferiore è abbellito ad angolo da pitture a mano o ricami. Il colore de sa farditta varia; infatti per il costume di ALLEGRIA il colore sarà o rosso o bordeaux o viola e le pitture e i ricami floreali saranno dalle tinte forti e allegre. Nel costume di MEZZO LUTTO sarà nera con pitture o ricami floreali dai colori tenui. Nel costume di LUTTO intero sara' interamente nera.

Costume completo da sposa o di allegria:

Costume completo da lutto o mezzolutto:

Eseguiamo i seguenti balli: Su Passu Torrau: il passo che ritorna, è una danza, caratterizzata da un passo che si ripete; Sa Danza: tipico ballo costerino molto allegro e gioioso, in questo particolare ballo la donna viene accompagnata davanti all'uomo con un movimento molto elegante, di seguito viene fatta girare attorno all'uomo; Su Ballu Curunde: è il ballo più gioso e festoso. Con la coreografia di questo particolare ballo si formano delle forme geometriche, serpentine, mezzaluna ecc; Su Ballu Seriu: è il ballo più antico del nostro paese, si presenta molto elegante rispetto a tutti gli altri balli. Accompagnati all'organetto diatonico da: Luca Canu e Andrea Muredda.

 

 

IL COSTUME TRADIZIONALE MASCHILE E’ COMPOSTO DALLE SEGUENTI PARTI:

LA CAMICIA “KAMISA” O ANTICAMENTE CHIAMATA: “SU ENTONE” DI LINO O COTONE, ARRICCHITA SUL DAVANTI, NEL COLLETTO E NEI POLSINI DA PIEGHE, DA UN ELEGANTE PIZZO E UN ACCURATO RICAMO DENOMINATO “BASTONETTE”. “SA KAMISA” E’ CHIUSA NELLO SCOLLO CON DUE BOTTONI D’ORO, MENTRE I POLSINI SONO CHIUSI DA DUE BOTTONI PIU’ PICCOLI D’ARGENTO O D’ORO. IL CORPETTO “SU kOSSO" DOPPIOPETTO SENZA MANICHE, IL DAVANTI DI VELLUTO LISCIO BLU E IL DORSO DI PANNO ROSSO CON UN INSERTO DI VELLUTO BLU NELLO SCOLLO, LAVORATO A LOSANGHE; SU KOSSO E’ INTERAMENTE RIFINITO CON UNA BORDURA DI RASO COLOR VIOLETTO O AZZURRO (ANTICAMENTE , COME RISULTA DA VECCHIE FOTOGRAFIE, SU KOSSO ERA PROVVISTO DI MANICHE SEMIAPERTE LUNGO L’AVAMBRACCIO, IN MODO DA FAR VEDERE LA CAMICIA, E CHIUSE CON BOTTONI “SA ‘UTTONERA”).

I PANTALONI “SAS RAGAS” DI TELA BIANCA DI COTONE, LUNGHI SINO ALLA CAVIGLIA E MOLTO AMPI. LE CALZE “SAS GHETTAS” DI PANNO NERO, SI PORTANO SOPRA SAS RAGAS E RICADONO SULLE SCARPE, VENGONO LEGATE ATTORNO AI POLPACCI, SONO RIFINITE DA UNA BORDURA DI RASO COLOR VIOLETTO O AZZURRO. IL GONNELLINO “GONNELLINU” DI PANNO NERO O FURESI, CON UN’ALTA BORDURA ARRICCIATA E LAVORATA A NIDO D’APE, MUNITO DI UNA “LETRANGA” STRISCIA DI PANNO ALL’ALTEZZA DEL CAVALLO. LA CINTURA “KINTORDZA” DI CUIO NERO DECORATO CON DISEGNI IMPRESSI A FUOCO. IL CAPPOTTINO “SU GABBANU” PROVVISTO DI CAPPUCCIO: “SU CUGUTTU” DI PANNO NERO O ORBACE (FURESI) CHE SI USAVA SOLTANTO IN INVERNO O NELLE GIORNATE FREDDE. IL COPRICAPO “BERRITTA” DI PANNO NERO CHIUSO AD UN’ESTREMITA; PUO’ RICADERE DI LATO O DIETRO.

Info : 342/6066128 – 320/0718838 e-mail : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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