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Sardegna abbandonata

Lacanas

lacanas maschereLa società editoriale Domus de Janas è nata nel 2000 e si occupa di produzioni librarie e giornalistiche sui temi privilegiati dell’identità e della lingua della Sardegna.

 

Il suo direttore editoriale è il professor Paolo Pillonca, giornalista e scrittore tra i massimi esperti di lingua sarda e poesia improvvisata in sardo. (visita il sito)

Eventi in Sardegna

Ogni giorno nella nostra isola ci sono feste, sagre, eventi importanti ... se volete segnalare una festa del Vostro paese scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Gruppi Folk

Gruppo Folk Santa Barbara di Ulassai

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Il gruppo folk di Ulassai è attivo sin dai primi anni '80, la recente formazione opera dal 2008 ed è composta principalmente da ragazzi sotto i 20 anni. Il gruppo svolge un attività di recupero del vestiario, prendendo spunto principalmente dai capi antichi (e dagli abiti completi) sia maschili che femminili, conservati e custoditi gelosamente dalle famiglie ulassesi.

Per quanto riguarda l'abito femminile, vengono indossati generalmente l'abito da festa e da matrimonio, per l'abito maschile quello quotidiano e festivo.

 

La donna indossa:

“Su turbanti”, fazzoletto marrone in lana che raccoglie i capelli, si indossa piegato a triangolo e viene legato dietro il collo;

“Su muccadori 'e metru”, fazzoletto marrone in lana finissima molto ampio, si indossa piegato a triangolo e incornicia il viso, andando a legarsi dietro il collo;

“Su manteddu”, il tipico copricapo ogliastrino, una pezza di panno rettangolare bordato di seta o raso di seta blu. Nel lato più lungo sono applicati dei ganci in argento con una catenella (“sa gancera 'e pratta), che servono a tenere fermo il manto. Dalla fine dell'800 si è iniziato a usare “su sciallu”, uno scialle di tibet marrone con dei ricami fatti a mano sulla parte posteriore, dotato di frange di seta lavorate a macramè. 

“sa camisa”, la camicia era in cotone fine bianco, e poteva essere sia di fattura semplice che ricamata a mano, specialmente nelle occasioni quali le feste e lo sposalizio. Generalmente si utilizzavano pochi gioielli.

“su gipponi”, il giacchino, presenta uno scollo a “v” molto ampio che fa risaltare la camicia; è di colore quasi sempre tendente al marrone, più o meno scuro, molto aderente e poteva essere di seta, panno, velluto o tibet. Le persone più abbienti usavano chiudere il giacchino con dei ganci in argento, “sa gancera 'e pratta”, simili a quelli del manto e tipici ogliastrini. E' bordato interamente in passamaneria di vario tipo.

“Su suntanu”, la sottogonna, in cotone bianco.

“Sa unnedda”, la gonna, color vinaccia in panno o orbace per quelle più antiche, è dotata di una plissettatura per tutta la sua lunghezza, tranne sul davanti dove è coperta dal grembiule. Le gonne da occasione presentavano una balza, generalmente in velluto, di vari colori.

“S'antaleni”: il grembiule, nero in cotone o in seta, di fattura semplice, nelle occasioni importanti poteva essere anche in pizzo nero.

 

L'uomo indossa:

“sa berritta”, nera in panno o orbace e lunga circa 70 cm. Le persone più abbienti utilizzavano una particolare berritta, “sa berritta a dus fundus”, fatta a telaio, che consisteva in due berritte attaccate tra loro e indossate una dentro l'altra.

 

“sa camisa”, in cotone bianco, di fattura molto semplice e dotata di pieghette sul petto. Poteva avere sia il colletto alla coreana che il colletto a doppia punta. Le persone più abbienti la chiudevano con dei bottoni in oro sul collo.

“su gipponi”, in velluto di cotone nero, è il giacchino. Presenta un ampio scollo tondeggiante e un doppio petto; è chiuso sul lato sinistro da dei bottoni d'argento, “is uttonis de pratta”, le maniche hanno un ampio spacco che va dalla spalla al polso, da cui fuoriesce la camicia.

“Su peddincioni”, il gilet in panno nero, si indossa sopra il giacchino; è dotato di disegni sulla parte posteriore. E' chiamato in questo modo in quanto poteva essere anche di pelle conciata, o quotidianamente di pelle grezza non conciata.

S'araga”, sono i calzoni bianchi in cotone grosso, molto ampi e lunghi quasi fino alla caviglia; si indossano dentro le ghette.

Su carsoneddu 'e ginsu”, il gonnellino, nero in orbace, é caratteristico in quanto di dimensioni ridotte e dotato di una fitta plissettatura che si allarga nella parte finale. E' tipico del paese di Ulassai e di pochi altri paesi dell'Ogliastra, molto complicato da realizzare; anticamente veniva realizzato in paese da delle signore che si occupavano solo di questo.

Is carsonis”, sono le ghette, nere in orbace, che terminano appuntite e vengono bloccate con un laccio in pelle sotto il ginocchio. 

 

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