Crea sito

Canale video Itinerari di sardegna

 

Comuni di Sardegna

 

Cultura Sarda

soprano Image Banner 234 x 60

Sardegna abbandonata

Lacanas

lacanas maschereLa società editoriale Domus de Janas è nata nel 2000 e si occupa di produzioni librarie e giornalistiche sui temi privilegiati dell’identità e della lingua della Sardegna.

 

Il suo direttore editoriale è il professor Paolo Pillonca, giornalista e scrittore tra i massimi esperti di lingua sarda e poesia improvvisata in sardo. (visita il sito)

Eventi in Sardegna

Ogni giorno nella nostra isola ci sono feste, sagre, eventi importanti ... se volete segnalare una festa del Vostro paese scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Agosto 2017
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

×

Errore

There was a problem loading image mamuthones_mamoiada.jpg

There was a problem loading image merdulesbezzos_ottana.jpg

There was a problem loading image scruzzonis_-_siurcus_donigala.jpg

Gruppi Folk

Sa Dom'e Farra Musiu

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Associazione Culturale Folklorica Onlus “SA DOM’E FARRA DI MUSIU”

L’associazione Culturale Folklorica “Sa Dom’e Farra”, prende il nome dell’omonimo museo agro pastorale, Quartese conosciuto in tutto il mondo, fondato nel 1978 dal Cav. Gianni Musiu, fondatore sempre a Quartu anche di un altro museo dedicato a “Il Ciclo della Vita” aperto a tutti i visitatori. Con la chiusura del museo “Sa Dom’e Farra”, fù interrotta anche l’attività del gruppo folk. Visto la passione mai interrotta per il folklore la figlia Donatella Musiu insieme a suo padre hanno ricostituito il gruppo folk nel febbraio 2004, prendendo il nome dell’ Associazione Culturale Folklorica Onlus “Sa Dom’e Farra Di Musiu” partecipando immediatamente a importanti manifestazioni di solidarietà, manifestazioni locali, e nazionali. Il gruppo è aperto a tutti coloro interessati a conoscere e prendere parte attività dell’instancabile ricerca e divulgazione delle antiche tradizioni isolane con particolare interesse alla danze della zona del Campidano. Alcuni costumi tradizionali indossati dal gruppo folklorico sono originale, ricevuti in eredità dai nonni e altri sono ricostruiti fedelmente sulla base dei costumi esistenti e realizzati interamente a mano utilizzando stoffe e tessuti di altro pregio. Come da tradizione ogni costume è impreziosito da pregiate filigrane in oro.

Descrizione del Costume Tradizione Quartese.

Abito Tradizionale Femminile.

L'abito Quartese “Is pannus arrubius”, che per la pregevolezza e sontuosità delle stoffe, unite ai sontuosi ornamenti, ne fanno uno degli abiti più eleganti della Sardegna Questo abito, data appunto la sua ricchezza, non apparteneva al volgo, ma solo a una piccola fascia della ricca borghesia agricola, che evidenziava così la sua superiorità sugli altri ceti. Il nome di pannus arrubius deriva proprio dal colore delle stoffe con cui si realizzava la gonna e la sottogonna, create appunto con velluto rosso, ornato sulla balza da una fascia di broccato, che si ripropone poi sul grembiule con gli stessi colori e motivi. Il busto è coperto da una camicia bianca, ornata da ricami, e sopra questo capo viene indossato il corsetto, anch'esso in broccato, atto a sostenere ed evidenziare i seni. Con la stessa funzione, ovvero esaltare la femminilità di chi la indossa, è presente sulla vita una fascia atta a stringere la figura della donna. Infine il capo è coperto da una cuffia, alla quale è vincolato il velo bianco, dato che is pannus arrubius erano anche l'abito da usare per il proprio matrimonio, e tra i due è possibile vedere su froccu. Da non dimenticare sono le giacchine, come sa vellada e sa baschina (che possono essere anche sostituite dal fazzoletto), i manicotti, le scarpette e le calzette, ed infine un accessorio che non manca mai, sa busciacca. S'Abodrau , oltre ad esser il vestito quotidiano, una volta arricchito con tessuti e guarnizioni che la posizione economica di chi lo indossava poteva permettere, diveniva l'abito delle occasioni importanti. Non bisogna dimenticare infatti che l'abito non era una semplice veste, e infatti alla sua preparazione erano dedicati anni di lavoro per rifinirlo, sia della ragazza che lo avrebbe indossato per il suo ingresso nel mondo degli adulti e che avrebbe poi utilizzato per il suo matrimonio, sia della madre e delle altre parenti che riconoscevano nell'abito il passaporto nel viaggio della vita della ragazza verso la sua condizione di donna. Il nome de s'abodrau deriva probabilmente dalla gonna, che è realizzata in bordatino, ovvero in tessuto rigato, solitamente in rosso e blu. De s'abodrau fanno parte integrante sa gunnedda'e abodrau, ovvero la gonna, che, come già detto, dà il nome all'intero abito e le relative sottogonne, su deventali, il grembiale, indossato sopra la gonna, al di sotto del quale troviamo sa busciacca, sa camisa, ovvero la camicia, solitamente in tela bianca; al di sopra della camicia si indossa su cossu, il corsetto, su spenseru e sa baschina, giacchine corte e aderenti, accessori vari quali su muccadori, su turbanti, e su scialli per coprire il capo, su muccadori 'e peturra e sa lazzada per il busto, ed infine a coprire i piedi abbiamo le calzette e le scarpe.

L’abito tradizionale maschile.

L’abito maschile Quartese è assimilabile per foggia e accessori a quelli del resto del Campidano. In tale abbigliamento è comprensivo sicuramente, come per la maggior parte della Sardegna, della berritta, il copricapo, infatti, è il simbolo stesso della Sardegna. La berritta, data la sua particolare forma tronco-conica e la lunghezza variabile, può essere indossato in vari modi, vincolato al capo da un fazzoletto. Dell’abito tradizionale fa parte integrante la camicia, generalmente in tela bianca, dalle lunghe maniche a sbuffo, colletto corto e polsini. Sopra la camicia viene generalmente indossato un corpetto, confezionato in diversi tessuti, come il velluto o il broccato. I calzoni sono anch’essi in tela bianca, ed hanno la particolarità d’essere corti sino al polpaccio, e al di sopra, viene indossato un gonnellino corto, comunemente in orbace o panno nero. I calzoni vengono poi costretti all’interno di gambali, che partendo dalla caviglia, salgono sino al ginocchio. Qui termina l’abito vero e proprio, al quale bisogna poi aggiungere gli accessori. Tra questi ricordiamo la cintura, solitamente in pelle, la quale cinge in vita, utilizzata in origine per riporre il proprio coltello, e la fascia. Dell’abito fanno ovviamente parte integrante le giacche e i soprabiti, come: sa giacchetta, la giacca, su saccu’e coberri, simile ad un saio aperto, tipico di chi viaggiava, giacché fungeva da giaciglio nelle notti passate fuori casa, su sereniccu, un cappotto lungo a mezza coscia, recante un cappuccio, sa stapeddi, capo di pelliccia tipico della Sardegna ,detto anche mastruca.

Visita la pagina faceebook dell'Associazione

 

 

Regioni storiche della Sardegna

Ricette Sarde

 

 

Metti mi piace per restare sempre aggiornato sui nostri articoli

Disclaimer

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. Le informazioni contenute in questo sito, pur fornite in buona fede e ritenute accurate, potrebbero contenere inesattezze o essere viziate da errori tipografici. Gli autori di museodellarte.it si riservano pertanto il diritto di modificare, aggiornare o cancellare i contenuti del blog senza preavviso. Gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy e, in ogni caso, ritenuti inadatti ad insindacabile giudizio degli autori stessi. Alcuni testi o immagini inserite in questo sito sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi. Gli autori del sito non sono responsabili dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

I paesi che vi consigliamo ...

  • More Articles...

    Paesi della Sardegna

    • Sorradile (232)

      Sorradile è un comune italiano di 434 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna. Si trova nella...

    • Magomadas (235)

      Magomadas è un comune italiano di 596 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna, nella antica...

    • Simala (196)

      Simala è un comune italiano di 355 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna. Visita il sito...

    • Sant'Antioco (327)

      Sant'Antioco (Santu Antiogu in sardo, San Antiòcco in tabarchino) è un comune italiano di 11.630...

    • Ardara (214)

      Ardara (Àldara in sardo) è un comune di 810 abitanti della provincia di Sassari, nell'antica regione...

    • Austis (378)

      Austis (Aùstis in sardo) è un comune italiano di 881 abitanti della provincia di Nuoro, in...

Il Meteo

Meteo Sardegna

Newsletter

Cerca nel sito

Twitter

Questo sito (e/o i suoi sottodomini) o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie.consulta la cookie policy. Cookye Policy