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lacanas maschereLa società editoriale Domus de Janas è nata nel 2000 e si occupa di produzioni librarie e giornalistiche sui temi privilegiati dell’identità e della lingua della Sardegna.

 

Il suo direttore editoriale è il professor Paolo Pillonca, giornalista e scrittore tra i massimi esperti di lingua sarda e poesia improvvisata in sardo. (visita il sito)

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Gruppi Folk

Santa Reparata di Narbolia

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Il gruppo folk Santa Reparata di Narbolia nasce nell'ottobre del 2010, recentemente è stato deciso di dare al gruppo il nome della santa patrona del paese e quindi di distacarsi dalla Pro loco. Dalle testimonianze raccolte non risulta alcuna formazione folk precedente a quella attuale.La ricerca è stata lunga,difficile e complicata, soprattutto per le esigue informazioni  relative al costume maschile.  La ricerca sul vestiario è stata lunga,difficile e complicata, soprattutto per le esigue informazioni  relative al costume maschile.  Tuttavia è stato possibile risalire all’originale grazie alla vasta raccolta fotografica, al ritrovamento di alcuni capi maschili e alle testimonianze di alcuni anziani.  Per quanto riguarda invece il recupero del ballo narboliese è stata fondamentale la collaborazione del fisarmonicista Peppino Pippia, ormai deceduto, con il contributo musicale della sua fisarmonica e, dei signori Giovanni Piredda, Fanari Salvatore con la loro esperienza nel ballo.

Il gruppo è composto da 17 elementi fra uomini e donne e la maggior parte di essi  ha un'età inferiore a 20 anni. Ha partecipato a varie manifestazioni popolari come la Cavalcata sarda, il festival internazione del folklore "La Vega" e nel 2011 una rappresentanza del gruppo è stata protagonista del concorso  Mss e Msr folk  a San Sperate, raggiungendo il 1°posto; ha partecipato ad Anninora e nel 2014 ha avuto il piacere di partecipare alla Cavalcata Sarda e a Sardegna Canta in tour e l'8 Agosto 2015 al 1° Festival Regionale del Folklore a Siamaggiore

 

Il costume

Il costume maschile è una riproduzione fedele all’originale ed è composto da:

-“sa camisa”: in cotone o in lino bianco, aperta sul davanti, con maniche ampie (“manigas”) che partono direttamente da un collarino ricamato ai bordi e, vanno a chiudersi con dei polsini (”burzittus”). Il collarino è provvisto di ferma asole lavorate con il filo;

-“su cossu”: dal catalano “cos”, un gilet in velluto nero, aperto verso destra e una piccola scollatura sul davanti, in entrambi i lati ci sono dei bottoni neri  e un semplicissimo ricamo;la parte finale viene tenuta dentro il pantalone;

-“is pantalois”: pantaloni in velluto nero, stretti sulle gambe e larghi in vita, che chiudono dietro con una fibbia e sul davanti con dei bottoni;

- "su cappottinu" : una sarda di capotto in veluto nero che veniva indossato sopra su cossu

-“sa barritta”: copricapo in panno nero che può essere arrotolato su se stesso , in avanti o indietro, o lasciato cadere da un lato.

 

Il costume femminile:  “Su bistementu ‘e isposa o

de sa uminiga” è originale e risale ai primi del novecento.

 Esso è composto da:

-“sa camisa”: il pezzo forte del costume narboliese, interamente cucita e ricamata a mano dalle abili mani delle ricamatrici narboliesi;  ogni capo risulta unico e originale.

Essa è divisa in due parti: sul davanti “sa perra ‘e dossariu ‘e ananti” aperta al centro ( “su dossu”) con dei ricami dai motivi più svariati;

“sa perra ‘e dossariu ‘e pauas”: con una piega larga centrale e con altre due laterali, più strette (tavellas).

 Entrambe le parti vengono unite da s’utturada, anch’essa ricamata a mano, con una grinzitura molto fitta. Da questa scendono le maniche molto ampie,  cucite ai polsini (“burzittus”) con una cucitura molto fitta ( “su puntarrei”),

-“s ‘imbustu”: un bustino senza maniche chiuso sotto il seno, di broccato a sfondo giallo, rosso e blu, con motivi floreali dorati;

-“su zippoi”:un corpetto con le maniche, di seta nero, rivestito con del pizzo sempre nero. Questo capo rende la donna molto elegante e sinuosa;

-“sa ‘unnedda ”: una gonna lunga fino alla caviglia,nei più svariati tessuti (seta, ginello, “taffettà”),alcune hanno delle stampe dorate o argentate( “imprattiada”), che richiamano disegni geometrici o frutta, l’uva in particolare (sa mosta ‘e sa idi).

Pieghettata (“issettiada”)sulla parte posteriore , liscia sulla parte anteriore;

_su “scufiottu” :un pezzo di stoffa leggero di colore nero, marrone,vinaccia, che tiene i capelli raccolti;

-“su muncadori”:un fazzoletto in seta bianca che può essere legato in diversi modi sotto il mento;

-su muncadori a mannu”: un fazzoletto rettangolare lungo, marrone con dei motivi floreali sui bordi sempre sulla tonalità marrone, da indossare sopra “su muncadori ‘e seda; veniva usato esclusivamente dalle donne adulte per andare in chiesa.

Durante la sfilata potrete ammirare diverse tipologie di capi indossati dalle donne come : il lutto , il mezzo lutto, su bistimentu'e isposa e su bistimentu de sa uminiga.

- Il lutto veniva indossato per alcuni anni e consisteva nell' indossare : la gonna nera, su sciallu che copriva la camicia, su muncadori nieddu e la camicia aveva un ricamo semplice, sopra la camicia vi era su muncadori e pittorasa che era nero con un bordino ricamato.

- Su mesu luttu veniva indossato dopo tre/quattro anni di lutto completo e consisteva nel togliere per gradi i capi neri e usando capi marroni, per ultimo veniva tolto lo scialle nero.

Gruppo folk pro loco Narbolia a Sa Cavalcada 2014

Video clip del gruppo

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