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lacanas maschereLa società editoriale Domus de Janas è nata nel 2000 e si occupa di produzioni librarie e giornalistiche sui temi privilegiati dell’identità e della lingua della Sardegna.

 

Il suo direttore editoriale è il professor Paolo Pillonca, giornalista e scrittore tra i massimi esperti di lingua sarda e poesia improvvisata in sardo. (visita il sito)

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Paesi della Sardegna

Dorgali

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Dorgali (Durgali in sardo), è un comune di 8.544 abitanti della Provincia di Nuoro (il 4° per numero di abitanti della provincia e 36° in Sardegna). Con la sua superficie di oltre 220 km² è il nono comune della Sardegna, in ordine di estensione.

Dorgali è situata nella zona centro-orientale della Sardegna, sul versante occidentale del monte Bardia (882 m s.l.m.). Il territorio comunale confina a sud con i comuni di Baunei, Urzulei ed Orgosolo, ad ovest con quello di Oliena, Nuoro, Orune, a nord con Lula, Galtellì ed Orosei, per affacciarsi ad est sul Golfo di Orosei.

A poco più di un'ora da Olbia, Dorgali deve parte della sua fama alla frazione di Cala Gonone, diventata oggi un vero proprio paese, che dista circa nove chilometri dal centro principale, e si trova a valle della galleria che consente di attraversare la catena calcarea sulla costa del Golfo di Orosei in corrispondenza della congiunzione, detta "Buca Entu", tra il Monte Bardia e il Monte Tului.

  • Classificazione sismica: zona 4 (sismicità irrilevante), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
  • Classificazione climatica: zona C, 1360 GG

Il territorio oggi interessato dalla giurisdizione dorgalese era già densamente popolato in periodo nuragico, punico e romano. Durante il periodo nuragico fu interessato dalla costruzione di innumerevoli nuraghi, come avvenne nella maggior parte del territorio della Sardegna. In seguito alla conquista dell'isola da parte dell'Impero Romano si svilupparono gli insediamenti romani di Thurcali e Cares la cui presenza è testimoniata dal ritrovamento del congedo bronzeo di Tunila (esposto nel Museo Nazionale di Cagliari) e la targa bronzea, del IV secolo d.C., della locale caserma dei vigili romani nel centro di Cares.

In seguito alla caduta della Repubblica di Roma, e dopo un breve periodo di dominazione vandalica e gota, subentrò la giurisdizione bizantina che, tra alterne vicende legate agli attacchi costieri dei pirati barbareschi mussulmani, finì nel IX secolo.

Durante il seguente periodo giudicale si instaurarono nel territorio, inviati dal papato, diversi ordini monastici, dei quali i primi ad arrivare furono i vittorini provenzali ed, in seguito, i cistercensi, ai quali fu concessa la Franca di Jurifai, collocata tra i quattro giudicati (Torres, Cagliari, Gallura, Arborea) e parzialmente posta nell' agro di Dorgali, che faceva parte del Giudicato di Gallura. La fine del Giudicato vide un breve periodo di dominazione sotto la Repubblica di Pisa, seguito dalla conquista dell'isola da parte degli aragonesi nel 1321 e proseguito con la dominazione castigliana dalla fine del secolo XIV, che si concluse nel 1713, quando la Sardegna, con il Trattato di Utrecht, fu ceduta prima all'Austria e poi, nel 1718, al Ducato di Savoia. La maggior parte dei villaggi esistenti in quell'epoca nell'agro dorgalese scompaiono nella seconda metà del XIV secolo. L'ultimo paese a scomparire in ordine cronologico in agro dorgalese fu Torpee de S'Iscra de Garteddi scomparso nel 1610, dopo Isalle, che si estinse nel 1567.

Lo stemma del Comune di Dorgali è sovrastato da una corona che rappresenta l'antica cinta muraria del castro.

  • Le tre stelle è un simbolo mariano ricordano che uno degli antichi patroni di Dorgali è Santa Maria Madre di Dio. È riferito anche all'antica presenza (Sec. XV) del Terzo Ordine Francescano (francescani conventuali).
  • I tre monti collocati alla base dell'albero sono un simbolo monastico
  • L'albero ricorda che Dorgali (già castro) era il riferimento (caposcolca) dei piccoli centri vicini dell'agro oggi scomparsi.
 
 
  • Cattedrale di Santa Caterina d'Alessandria si trova nel quartiere di Sa Serra e fu nominata parrocchia negli ultimi anni del XVI secolo, seguendo a San Cornelio Cipriano. Nei pressi della chiesa, in periodo medioevale, era situato un cimitero.
  • La Chiesa di Sant'Antonio Abate nel quartiere di Sa Serra.
  • Chiesa delle Grazie, nel XIII secolo era la chiesa parrocchiale del quartiere di Sa Serra-Sa Porta, ubicata di fronte alla chiesa, oggi scomparsa, dedicata a San Cornelio e Cipriano. Nel Medioevo la Chiesa consisteva di una cappella più piccola sul lato est. Fu poi ampliata in periodo aragonese su un edificio preesistente. Sui muri a sud ed a nord si nota l'antica posizione delle porte e delle scale degli edifici medioevali, oggi murate. Nel periodo giudicale era dedicata a Santa Maria del Castro e si trovava ad ovest della parte fortificata essendo conformata a torre (chiesa torraia). Era la chiesa della guardia giudicale. L'impostazione architettonica è riferibile ai templari. La dedicazione a Maria della cappella della fortezza è un retaggio bizantino confermato dalla tradizione templare. La presenza di quest'ordine religioso poteva essere legato al traffico dell'argento delle miniere di Lula. La tradizione orafa dorgalese è nata con gli argentieri in periodo medioevale.
  • Chiesa d'Itria e Monastero annesso del quartiere di Gorito, Nuestra Senora de Orito in periodo spagnolo (che sovrasta quella che oggi è l'odierna campagna di Sena).
  • Chiesa del Carmelo o Madonna del Carmine e cellette del convento dei frati del quartiere di Gorito.
  • Chiesa di San Lucifero Vescovo e Santa Maria Maddalena (in essa sono presenti i simulacri dei santi gesuiti: Sant'Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio e la Madonna dei Miracoli). Del XII secolo, ampliata nel 1646 e appartenente al quartiere di "Sa Chejedda". Su due pilastri è rappresentato un croat moneta catalana del XIV secolo circolante in Sardegna. In Via Eleonora è presente la struttura (Casa Mariani) di un antico monastero di monache (sa domo de sas monzas)
  • Chiesa di San Lussorio del quartiere di Gonare.
  • Chiesa dell'Angelo (Raffaele del quale c'è il simulacro con il piccolo discepolo Tobiolo o Tobia, ma anche Michele e Gabriele e l'Angelo della Guardia o Custode) e della Madonna di Bonaria e della Madonna del Natale (Nuestra Senora del Buen Ayre, spagnola, della quale c'è il simulacro e Notre Dame du Noel, francese) del quartiere di Gonare e i resti del monastero annesso retrostante. La festa viene chiamata dell'Angelo ed è quella degli angeli Raffaele, Michele e Gabriele il 29 di settembre. I locali chiamano semplificando la chiesa Madonna di Gonare o Chiesa dell'Angelo (Cresia de S'Anzelu). Notre Dame du Noel è francese di tradizione vittorina ed in genere gli angeli nelle chiese vittorine attorniavano il simulacro di San Vittore. Non si può escludere che la chiesa in tempi antichi avesse al suo interno anche il simulacro di San Vittore. La vicina Via Bardia fino al 1800 era Via Badia perché raggiungeva l'antico Monastero di Gonare collocato nell'isolato a monte di questa chiesa.
  • Santa Lucia e Monastero Benedettino delle monache di clausura annesso, attualmente esistente in piazza Santa Lucia nel quartiere di Gonare. Nel Monastero Benedettino della Chiesa di Santa Lucia sono ancora custoditi gli antichi simulacri di Santa Cecilia e di San Lamberto (Santu Lumbertu) di Liegi.

 

Nel centro urbano sono apposte delle targhe ad identificare il luogo un tempo occupato da questi monumenti ora scomparsi.

  • Chiesa di Santa Cecilia e San Lamberto di Liegi, Santu Lumbertu, il cistercense francese Lamberto di Liegi (secondo il locale monastero trappista) o il santo cistercense francese Roberto di Molesnes (secondo il locale inventario parrocchiale redatto dal notaio dorgalese Sebastiano Mele nel XVII secolo), essa era collocata in Via Gonare, nel quartiere di Gonare. Esiste in una corte retrostante l'attuale Chiesa di Gonare la struttura rovinosa ma è stata trasformata in casa di civile abitazione.
  • Chiesa della Decapitazione di San Paolo Apostolo e dei Santi Eusebia Abadessa, Mauro Vescovo, questi ultimi due santi cistercensi francesi, e Bonaventura Dottore della Chiesa, già del borgo di Gonare (o Corevoca citata nel 1327), nellisolato ricompreso tra Via Lamarmora, incrocio con Via Vittorio Emanuele e Via Cerere incrocio con Via Emilia. Queste due chiese (S Cecilia e San Paolo) erano collegate al Monastero di Gonare.
  • Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano, dotata di un campanile, di grandi dimensioni, fu parrocchia di Dorgali a partire dalla fine del XIV scolo e fino a tutto il XVI secolo, aveva un cimitero annesso ed era collocata nel quartiere di Sa Serra nel vecchio campo sportivo. San Cipriano era il patrono di Cartagine e questo testimonia l'antico legame commerciale e politico tra questa città africana e la costa dorgalese.
  • Chiesa del Rosario (festa il 4 di settembre) e dell'omonima confraternita nel quartiere di Sa Porta in piazza Santa Caterina.
  • Chiesa di Santa Croce e dell'omonima confraternita nel quartiere di Sa Porta in piazza Santa Caterina.
  • Chiesa dei Santi Andrea (Sant'Andrea di Corte) e Marco (poi fu aggiunto in ultimo il simulacro di San Giovanni Battista, a volte rappresentato con un giglio (Su Lillu) in mano, dell'omonimo eremo quando lo stesso aveva cessato di esistere) nel quartiere di Sa Porta a piazza "Su Cucuru".
  • Chiesa dei Santi Nicola e Sebastiano di Sena in Piazza dei Caduti già parrocchia nel XII secolo.
  • Eremo e Monastero di San Giovanni Battista (San Giovanni Battista "Su Lillu" o di Corte o di Lata) a "S'Eremu" in Via Dante, questo Eremo diede il nome al rio principale che passava a Corso Umberto e che attraversava a cielo aperto il paese fino alla seconda metà del 1800.
  • Ospedale medioevale di Sant'Antonio in Via Venezia, "Hospitalis Sancti Antoni", nel castro (ancora presente a Oristano, Bosa e Orosei con i quali quello coevo dorgalese era stato fondato da Padre Tibaldo nel sec. XIII).
  • Romitorio e Convento nel castro di Sant'Antonio in Via del Pellegrino (casa Tzinu Lai che custodisce il simulacro di San Salvatore del XIII Sec.).
  • Monastero delle monache francescane alcantarine a Gorito fondato nel 1614 (data incisa sull'architrave del convento prima che venisse recentemente demolito) in Via Carlo Alberto (Isolato di Potita).
  • Castro di Dorgali (Su Crastu de Sant'Antoni oggi Sa Serra ei Sa Porta e cioè tradotto in italiano le mura e la porta): le mura dell'antica fortificazione castrense di Dorgali correvano lungo le Vie: Roma, Vittorio Emanuele (già "Sa Ruche 'Etza", qui vi era il lazzareto, perché in altri tempi era extra muros), Sassari, Montenero, Venezia (già Via di Buoncammino perché era presente fino agli anni settanta un'edicola con questo simulacro sul muro dell'antico ospedale), Pellegrino (nome riferito al Romitorio medioevale), Piazza delle Grazie. Il decumano coincideva circa con Via Garibaldi. La Porta (Sa Porta) principale rivolta a est era il principale accesso al castro fortificato ed era collocata nelle prossimità dell'attuale Via Vittorio Emanuele (esiste ancora accorpata ad un portico), e quindi nei pressi dell'antica Chiesa del Rosario e di quella di Santa Croce. I rii di Sa Lepora e di San Giovanni Battista fungevano da fossati naturali difensivi rispettivamente a nord e a sud dell'antico castro medioevale di Dorgali. La Chiesa delle Grazie (già Santa Maria del Castro) e il grande Santuario di San Cornelio e Cipriano erano collocati a Ovest sulla scarpata che aveva funzione difensiva.
  • Antichi ponti sul rio San Giovanni Battista (attuale Corso Umberto):
    • Ponte di "Su Ponte" (con archi in granito fu costruito nel 1870 con la Statale 125 in Via Lamarmora-piazza Marconi).
    • Ponte di "Su Rosariu" (era in legno in Via Vittorio Emanuele incrocio corso Umberto).
    • Ponte di "Su Rettore" (era in legno in Via del Popolo e Via Concordia incrocio corso Umberto).
    • Ponte di "'Emelone", o de Ghemelone o del Gimiglione (del pedaggio), era parte in legno e parte in muratura ubicato in Via del Popolo e Piazza dei Caduti incrocio corso Umberto, collegava Sena con il Castro.

Nell'agro vi sono chiese ancora esistenti, ruderi di antichi monumenti, chiese e monasteri, oggi scomparsi.

 

  • Antica Casa dei Gesuiti Vico Carlo Alberto, XVII secolo.
  • Monastero francescano in Via Mannu e Via Pace, XVII secolo.
  • Casa degli Orfani dell'Ospedale di Sant'Antonio in Piazza di Sant'Antonio (edificio antico di fronte alla Chiesa di San'Antonio).
  • Palazzo del Balivo (il capo locale dell'ordine ospedaliero antonita), XIII secolo. I ruderi sono ancora presenti a Sa Serra in Via Cagliari che ricomprendono anche un breve tratto delle mura in Via Roma al quale sono addossati, un sottopassaggio è presente da Via Cagliari per la Chiesa di Sant'Antonio.
  • Casa di Effisio Demetrio Mele (allora Melis) Rettore di Mogoro dal 1698 al 1721 (Casa Lai-Biddiddu in Via Eleonora Sec. XVII).
  • Lazzareto o Lebrosario, "Su Leporosariu" o "S'Ispidale de sos Leporosos", extra muros, oggi è la superficie ricompresa dall'area di sedime e dalle strutture di Casa Mereu in Via Galileo, Casa Macciotta in Via Vittorio Emmanuele e Casa di Tziu Juann'Anghelu Lovicu in Via Sa Lepora, Via La Lebbra, (quest'ultima struttura era a tre piani ed è stata recentemente demolita). A Casa Mereu durante dei lavori di rifacimento effettuati nel 1843 dall'omonimo notaio fu trovato il sigillo di Padre Tibaldo (XIII secolo) descritto da Alberto Lamarmora assiduo frequentatore del paese. Il rio poi tombato in Via Galileo si chiamava Riu Sa Lepora.

Nel territorio dorgalese e nelle sue vicinanze sono presenti numerosi siti archeologici visitabili:

  • Il villaggio di Tiscali di epoca nuragica posto nell'omonimo monte , condiviso con il Comune di Oliena.
  • Il villaggio nuragico di Serra Orrios.
  • Il villaggio nuragico punico romano e bizantino di Nuraghe Mannu (Sulcali o Cartagine Sulcos, Thurcali per i locali).
  • Vari nuraghi isolati.
  • I menhir.
  • I dolmen di basalto e calcare.
  • Le domus de janas.
  • La Tomba dei giganti di S'Ena e Thomes.
  • Le cavità carsiche del Supramonte Marino, quali la grotta del Bue Marino, con interessanti petroglifi.
  • La Grotta di Ispinigoli con la stalagmite-stalattite più alta d'Europa.

Dorgali non si identifica con nessuna subregione, possiede elementi in comune sia con le Barbagie che con le Baronie, un po' meno con l'Ogliastra, escludendo Urzulei con il quale i legami sono sempre stati molto stretti. I legami con il vicino villaggio medioevale di Lollove, presso la località Isalle, a sette chilometri dal confine di Dorgali, sono di carattere religioso in quanto i dorgalesi vi si recano il 3 febbraio per la festa di san Biagio.

Il centro di Dorgali conta più di settemila abitanti, ai quali vanno aggiunti i quasi mille e trecento della frazione marittima di Cala Gonone che negli anni del boom è riuscita a contenere anche 30.000 turisti. I locali chiamano quest'ultimo paese semplicemente Gonone.

Tra i residenti nel Comune, in crescita negli ultimi anni, circa un centinaio di abitanti, per lo più svizzeri, risiedono nelle campagne di Filine (o S'Iffiline se si usa con l'articolo) dove si trovano case sparse al confine con l'agro di Urzulei. Case sparse abitate si trovano anche nelle campagne di Iscopidana (già "Scopeta" nel Medioevo), Mulattai-Icorè-Isportana (già "S'Armulanza" nel Medioevo), SenaOroviddo-Sa Costa, La Traversa di Iloghe. In quest'ultima località si trovano i ruderi delle chiese medioevali di San Basilio Magno e di San Giacomo Maggiore. Dorgali, in virtù della sua antica tradizione conventuale francescana, è gemellato con Castelvecchio Subequo (L'Aquila).

Abitanti censiti

  • Alberto La Marmora o Ferrero La Marmora (o Della Marmora) generale e scienziato italiano assiduo frequentatore del paese di Dorgali gli è stata dedicata la via principale del paese.
  • Salvatore Fancello, scultore e ceramista, cognato di Costantino Nivola. Morì giovanissimo dopo essersi arruolato da volontario nella Guerra di Albania.
  • Francesco Fancello, giornalista e politico socialista dorgalese. Nell'immediato dopoguerra, negli anni cinquanta, fu direttore del giornale Il Lavoro di Genova e fece parte del Comitato Centrale del P.S.I.
  • Lina Merlin, di Chioggia (Prov. PD) politica socialista confinata a Dorgali durante il fascismo.
  • Pasquale Fancello, politico anarchico internazionalista, confinato a Ventotene con Gramsci. Cappeggiò nel 1944 l'occupazione delle terre di Isalle e Orrule da parte dei contadini e dei pastori dorgalesi.
  • Pietro Mele, pittore.
  • Salvatore Mereu, regista (Ballo a tre passiSonètaula)
  • Silvano Mulas, fantino
  • Francesca Senette, giornalista

 

Fra le attività produttive principali si annovera la viticoltura, con la produzione del cannonau. L'artigianato è vario ed è importante la lavorazione dell'oro in filigrana. Si producono anche ceramiche artistiche, pelle, tappeti e coltelli.

Tra i prodotti enogastronomici si citano il pane carasau, i dolci (savoiardi, papassini, arantzadaessasorullettas, ecc.), l'olio, i formaggi pecorini e il vino Cannonau.

 

Il turismo si concentra prevalentemente nel periodo estivo, a Cala Gonone; a Dorgali sono presenti percorsi di trekking e di mountain bike. Da ricordare inoltre la possibilità di praticare il free climbing in località suggestive, come alcune falesie sul mare. Le caratteristiche geologiche ed orografiche del territorio del Supramonte marino di Dorgali e Baunei, sono particolarmente adatte alla pratica degli sport arrampicatori. Sono visitabili le grotte del Bue Marino sulla costa di Gonone e le grotte di Ispinigoli nelle campagne di Dorgali. Sono visitabili i villaggi nuragici di Tiscali, Serra Orrios e Nuraghe Mannu. Sono da visitare: il Museo Civico (in Via Lamarmora), il Museo etnonaturalistico di "S'Abba Frisca" in località Littu-Zorza, qui vicino era presente il centro romano di Cares, l'esposizione del Centro di Educazione Ambientale a Gonone (Viale Bue Marino), il Museo Salvatore Fancello presso la casa comunale. È caratteristica la vallata agraria di Filine Oddoene, unica nel suo contesto naturalistico, che si attraversa per raggiungere la gola di Gorroppu ed il canyon di Surtana. Quest'ultimo costituisce l'accesso al Supramonte di Dorgali, Orgosolo e Oliena. Da visitare il panoramico Lago di Iriai raggiungibile dalla località Iriai, Strada Provinciale 38, qui è presente il selvaggio ed isolato parco lacuale di Iriai e Gurennoro dove sono presenti le Chiese di San Pantaleo Dottore e della Madonna degli Angeli, "Sos Anzelos", che possono essere raggiunte solo in barca, il giorno della festa dei santi (rispettivamente il 27 luglio e il 7 agosto) le barche sono condotte da volontari per il trasbordo dei fedeli. Qui è presente l'isoletta di "Sos Anzelos" o degli Angeli. Il Lago di Irai è diventato una meta ambita per i canoisti. Di particolare bellezza e valore naturalistico è la valle di Lanaitto, nel territorio di Oliena, raggiungibile attraverso visite guidate anche da Dorgali.

  • AlgheroRWBA Flughafen(R).svg - km 158
  • Arbatax/TortolìRWB Fähre(L).svg - km 68
  • Cagliari - RWBA Flughafen(R).svgRWB Fähre(L).svg km 200
  • Cala Gonone - km 9
  • Golfo AranciRWB Fähre(L).svg - km 116
  • Nuoro - km 32
  • OlbiaRWBA Flughafen(R).svgRWB Fähre(L).svg - km 99
  • Oristano - km 124
  • Orosei - km 20
  • Porto TorresRWB Fähre(L).svg - km 167
  • Sassari - km 155

Visita il sito del comune

Fonte Wikipedia

 

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