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Lacanas

lacanas maschereLa società editoriale Domus de Janas è nata nel 2000 e si occupa di produzioni librarie e giornalistiche sui temi privilegiati dell’identità e della lingua della Sardegna.

 

Il suo direttore editoriale è il professor Paolo Pillonca, giornalista e scrittore tra i massimi esperti di lingua sarda e poesia improvvisata in sardo. (visita il sito)

Eventi in Sardegna

Ogni giorno nella nostra isola ci sono feste, sagre, eventi importanti ... se volete segnalare una festa del Vostro paese scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Paesi della Sardegna

Narbolia

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Narbolia è un comune italiano di 1.802 abitanti della provincia di Oristano, in Sardegna.

Il nome Narbolia deriverebbe dalla presenza nel territorio della malva arborea, chiamata in sardo narbonia, con la pronuncia del gruppo ni come i o come li: i narboliesi chiamano infatti il loro comune Narabuia. Più suggestiva la derivazione da Nurapolis, ossia città dei nuraghi, per via dei numerosi nuraghi nel territorio comunale, quali il Tradori, lo Zoddias, la "Zufais" Araganzola (quadrilobato), il Cresia, il Terra Craccus, nonché, verso il comune di Milis, il nuraghe Tunis famoso per il ritrovamento al suo interno di monete e terrecotte romane. Nel territorio del comune sono inoltre presenti diversi tombe dei giganti, domus de janas, i resti di un castello medioevale che è stato in precedenza un avamposto fenicio, e alcune terme romane alcune delle quali trasformate in chiese bizantine come quella che si trova nelle immediate vicinanze di Narbolia, in località Sant'Andrea di Pischinappiu. Il centro storico del paese è stato recentemente ristrutturato e offre molti esempi delle antiche modalità costruttive delle abitazioni realizzate in pietra locale (basalto).

Il paese si trova al confine con il Campidano di Oristano e ai piedi del massiccio montuoso del Montiferru, a 18,3 km dal capoluogo provinciale Oristano ed a breve distanza dalla penisola del Sinis, ricca di spiagge dalla sabbia bianca e fine.

Data la vicinanza con il mare, il paese subì molti attacchi da parte dei Mori: particolarmente feroce fu quello del 1623, quando gli abitanti, già ridotti in catene, vennero liberati da dei seneghesi guidati dalla chiesa d'origine. Tutto ciò avvenne nelle vicinanze dell'attuale cimitero del paese. Inoltre, alcuni toponimi come Trippus e Conca de Moru corrispondenti a zone tra il comune e la costa, ricorderebbero rispettivamente "Tripoli" e "testa di moro" e sarebbero i luoghi dove avvennero le più importanti battaglie contro gli invasori. In passato una delle attività principali dei narboliesi era la fabbricazione della calce, per mezzo di fornaci delle quali rimangono molte tracce, e ogni fornace era gestita da un gruppo ristretto di persone, che si dividevano i compiti e che venivano chiamati Forrogaius.

La piana di Cadreas è una zona molto fertile utilizzata infatti per l'agricoltura e la viticoltura oltre che per la tradizionale pastorizia ( ovini ). Nella piana di "Cadreas" si trova inoltre la "Grotta del Guano"; La grotta è nota nei racconti degli abitanti di Narbolia, Riola Sardo, Santa Caterina e dintorni, col nome di "grotta del guano" o per meglio dire, "sa grutta de su sotterru" (o interru, o internu: il toponimo varia a seconda di chi ne parla), ha il suo ingresso in località Cadreas, nel territorio del comune di Narbolia.

Si trova circa 300 metri a sinistra della strada che da Riola Sardo porta a Santa Caterina di Pittinuri, all'altezza della cantoniera di Cadreas.

Coordinate in WGS84 : N40°03.436' ; E 008°29.882'

La grotta è molto calda; nel periodo estivo ospita una grande colonia di pipistrelli del genere Rhinolophus mehelyi, e deve il suo nome italiano appunto ai resti organici dei pipistrelli che la abitano. Ne conta a migliaia, impressionanti ma inoffensivi, e attaccati al soffitto.

Seminascosto nella macchia mediterranea, l'accesso si apre con un pozzo poco profondo nelle arenarie di Cadreas, che immette in una prima camera di circa 10 metri x 5, e, lateralmente, ad uno stretto cunicolo a sezione vagamente rettangolare, che farebbe supporre un utilizzo antropico della grotta in età antica. Lungo alcune decine di metri, si sviluppa sino a una prima sala interna di forma ellittica, con un inghiottitoio alla base del quale si diparte un secondo cunicolo ancora da esplorare. I racconti popolari fanno variare lo sviluppo di questi cunicoli per una lunghezza che oscilla tra i 120 metri e oltre 1 km.

Tradizioni: 

La principale era quelle delle confraternite, quella del Rosario in abito nero e quella dello Spirito Santo in livrea rossa che accompagnavano le celebrazioni religiose principali quali la Settimana Santa e i funerali e che erano solite organizzare grandiose feste nelle quali si svolgevano giochi quali Su ferru 'a pei nel quale due contendenti, sollevati per le braccia da due colleghi e messi uno di fronte all'altro, si scambiavano calci, armati delle robuste scarpe da campagna, su gambe e ventre. A Narbolia erano presenti anche diversi gruppi di canti antichi, quali ad esempio il Canto in re che sta scomparendo un po' da tutta la Sardegna. Si ritiene che anticamente nel paese ci fossero anche diversi gruppi di canti a tenore.

Curiosità: 

Nel territorio comunale si trova la spiaggia e la vasta pineta di Is Arenas, sulla quale nell'estate 2006 si è spiaggiato un capodoglio.

Nel 1371, ai tempi del Giudicato di Arborea, il paese fu teatro del feroce omicidio di Mariana Serra Doria, una narboliese il cui corpo senza vita fu ritrovato la notte del 26 dicembre all'ingresso del paese, mutilato di braccia e gambe. Ciò diede seguito a numerosi sospetti che sfociarono in una faida tra la famiglia della vittima e quella dei due principali sospettati. La guerra tra clan si concluse solo nel 1376, con l'arrivo della peste che decimò i contendenti.

Feste: 

La festa principale del paese è quella in onore della patrona Santa Reparata la quale, secondo la leggenda, è stata bruciata dietro la chiesa del paese . La leggenda è nata dal fatto che nei pressi della chiesa è presente una torre nuragica, la quale, in tempi successivi alla sua realizzazione, fu utilizzata come forno per la cottura della calce. Da qui il nome "su forru de santa arraparada" (il forno di Santa Reparata), che stava solo ad indicare la localizzazione del forno e non il punto dove la santa fu bruciata. La festa in suo onore si svolge l'8 di ottobre. I festeggiamenti consistono (circa un mese prima della festa, di solito verso il 10 settembre), nell'andare nella pineta di Is Arenas per prendere della legna; si fa ritorno nel tardo pomeriggio in paese per allestire un falò che verrà poi bruciato il primo giorno di festa (su espuru = la vigilia). Dal 8 di ottobre vengono ospitati gruppi folcloristici e cantanti e si svolgono le gare di chitarra o giostre per i più giovani.

Sagra delle zippole: 

Nel periodo di Carnevale, intorno al 20 di febbraio si tiene, ormai da qualche anno, la sagra delle zippole che vengono offerte gratuitamente ai partecipanti. È una fra le più apprezzate e amate della zona e ad ogni evento vi partecipano moltissime persone.

Chiese: 

Importanti per il paese sono le seguenti chiese:

  • Chiesa di Santa Reparata: è risalente a circa il 1600. Sull'altare in stile barocco è riportata la data del 1790, anno in cui fu realizzato. Attualmente la chiesa è in una fase di restauro voluta dal comune.
  • Chiesa di San Pietro: è una chiesa molto antica che fino al 1991, anno in cui venne completamente restaurata, si trovava in un grave stato di degrado.

Altre chiese sono:

  • Chiesa di Santa Caterina, di età giudicale.
  • Chiesa di Sant'Andrea Apostolo.
  • La chiesuola de S'Arimita.

Distanze stradali: 

  • Cuglieri - km 28,20
  • San Vero Milis - km 3,50
  • Milis - km 5,50
  • Seneghe - km 4,90
  • Bonarcado - km 10
  • Santu Lussurgiu - km 16
  • Zeddiani - km 6,20
  • Massama - km 10,50
  • Oristano - km 15,20
  • Riola Sardo - km 6,80
  • Nurachi - km 9,00
  • Pineta di Is Arenas - km 8,50
  • Spiaggia Is Arenas - km 11,50

Visita il sito del comune

Visita la pagina facebook del Gruppo Folk

Fonte Wikipedia

 

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